Il presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye ha promulgato il 30 marzo una legge che inasprisce le pene per le relazioni omosessuali, che saranno punibili con la reclusione da cinque a dieci anni, in un contesto di aumento dell’omofobia e di moltiplicazione degli arresti.

Da settimane il Senegal, un paese dell’Africa occidentale a maggioranza musulmana, è scosso dalle notizie di arresti di persone accusate di omosessualità.

La legge era stata approvata l’11 marzo dall’assemblea nazionale con una maggioranza schiacciante di 135 voti a favore, nessuno contrario e tre astensioni.

Dopo l’approvazione l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, aveva denunciato “una legge che calpesta i diritti umani”.

L’agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella lotta all’aids aveva espresso forte preoccupazione per le conseguenze in materia di salute pubblica, e aveva chiesto al presidente di non promulgare la legge.

Il 24 febbraio, in occasione della presentazione del progetto di legge all’assemblea nazionale, il primo ministro senegalese Ousmane Sonko aveva spiegato che “chiunque commetta un atto contro natura sarà punito con la reclusione da cinque a dieci anni”, mentre finora era da uno a cinque anni.

“Se l’atto è commesso con una persona minorenne, sarà inflitta la pena massima”, aveva precisato.

Il premier aveva poi sottolineato che una delle novità della legge è la definizione del reato di omosessualità, che riguarda “qualsiasi atto sessuale tra persone dello stesso sesso, e in quanto tale contro natura”.

Inoltre il testo prevede “la perdita dei diritti civili per un periodo di dieci anni” e punisce, con pene da tre a sette anni, anche “l’apologia dell’omosessualità”, aveva dichiarato.

Sono inoltre previste multe da due a dieci milioni di franchi cfa (da 3.048 a 15.244 euro), mentre prima andavano da centomila a 1,5 milioni di franchi cfa (da 152 a 2.286 euro).

Un’altra novità della legge sono le sanzioni per chi denuncia presunte relazioni omosessuali senza fornire prove, in un momento in cui sui social media proliferano i messaggi omofobi e gli inviti ad allertare la polizia.

Nelle ultime settimane Sonko è stato aspramente criticato perché la definizione giuridica di relazione omosessuale è rimasta quella di “reato”, malgrado in campagna elettorale avesse promesso di passare a quella più grave di “crimine”.

Attualmente la maggior parte dei paesi africani vieta e reprime l’omosessualità. La pena di morte può essere comminata in Uganda, Mauritania e Somalia. Altri dieci paesi – tra cui Sudan, Kenya, Tanzania e Sierra Leone – possono infliggere pene che vanno dai dieci anni di reclusione all’ergastolo.