23 gennaio 2018 13:09
  • L’esercito turco ha preso il controllo di undici postazioni curde e ha creato delle “zone sicure” nella regione siriana di Afrin, nella quale ha sconfinato il 20 gennaio. Le truppe, appoggiate dai ribelli dell’Esercito siriano libero, si dirigono verso sud. Intanto in Turchia la polizia ha arrestato 42 persone, tra cui alcuni politici filocurdi, con l’accusa di propaganda terrorista per aver criticato l’operazione militare sui social network.
  • L’amministrazione statunitense ha aumentato le tasse sulle importazioni di pannelli solari (30 per cento) e lavatrici (20 per cento). “La decisione del presidente conferma, ancora una volta, che l’amministrazione Trump difenderà sempre i lavoratori americani, gli agricoltori, gli allevatori e il business: America first”, ha spiegato il rappresentante per il commercio, Robert Lighthizer. Le tariffe scenderanno progressivamente dal prossimo anno. Secondo l’industria del solare statunitense, che rappresenta un business da 28 miliardi di dollari e che importa dall’estero l’80 per cento dei pannelli installati, le tariffe “creeranno una crisi in un settore dell’economia che è stato trainante”: a rischio ci sono 23mila posti di lavoro. L’annuncio colpisce soprattutto la Cina, principale esportatore di pannelli solari negli Stati Uniti, e la Corea del Sud, che produce le lavatrici Samsung ed Lg.
  • Il congresso statunitense ha approvato il finanziamento temporaneo delle attività amministrative federali per sbloccare lo shutdown, in corso dalla mezzanotte del 20 gennaio. L’intesa, che prevede l’estensione del budget fino all’8 febbraio, è stata raggiunta dopo che i leader repubblicani hanno accettato di riaprire le trattative sul destino dei giovani migranti irregolari che finora erano protetti dal programma Daca in vigore dal 2012 e ora in scadenza.
  • Il Venezuela ha protestato per le sanzioni adottate dall’Unione europea contro il paese, accusando l’Ue di essere “subordinata” all’amministrazione “suprematista e razzista” di Donald Trump. Le sanzioni sono state formalmente adottate ieri in una riunione dei ministri degli esteri europei a Bruxelles.
  • È morto a Johannesburg Hugh Masekela, leggenda del jazz sudafricano. Aveva 78 anni. Dopo l’annuncio dato dalla famiglia, in molti da tutto il mondo hanno ricordato la sua carriera e il suo attivismo antiapartheid. Masekela aveva lasciato il Sudafrica negli anni sessanta e vi era tornato solo dopo la liberazione di Nelson Mandela.