Il fotografo iracheno Jamal Penjweny ha chiesto ai suoi concittadini di saltare. Per liberare la loro energia e aiutarli a ritrovare la dignità perduta.

L’idea che sta alla base di queste fotografie risale all’infanzia: “Ricordo che con gli amici del mio villaggio facevamo a gara a chi saltava più in alto. Ma per me saltare era anche un sogno. Volevo volare per vedere la mia casa e la strada dal cielo. Oggi posso vedere la mia città e l’intero paese da un aereo, ma non è la stessa cosa. Quando eravamo bambini saltavamo per la gioia, per il piacere di farlo, e volevo vedere la mia casa dall’alto senza una ragione particolare. Così quando nel 2006 ho ritrovato una vecchia foto nella quale saltavo insieme a due amici, ho deciso di chiedere a delle persone di fare lo stesso a Suleimania, a Baghdad, a Babil, a Falluja, a Kirkuk e ad Amara. Volevo permettere agli iracheni di liberare la loro energia, aiutarli a ritrovare la dignità perduta. Lasciarli volare davanti ai luoghi della loro vita e ricordare i loro sogni d’infanzia. Vorrei che tutti gli iracheni saltassero. Per me l’Iraq non è solo il nome di un paese. L’Iraq è la mia vita. Sono legato alla storia di questo paese, come lo è il mio lavoro. Ho trasformato gli iracheni in protagonisti della loro storia e ora, a partire da Penjwen, potranno saltare nel mondo intero”.

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