Buenos Aires, dicembre 2001. (Cooperativa Sub)

Il dicembre delle rivolte argentine

29 dicembre 2016 14:00

Nel 2001 la politica monetaria argentina e le restrizioni imposte dal Fondo monetario internazionale (Fmi) trascinarono il paese in una profonda recessione. Migliaia di argentini scesero nelle strade per chiedere le dimissioni del presidente Fernando de la Rúa dando vita al movimento di rivolta popolare noto come cacerolazo.

Inizialmente le proteste, a Buenos Aires e nelle altre grandi città, erano piuttosto pacifiche, ma divennero presto violente. I manifestanti danneggiarono decine di palazzi, tra cui sedi di banche e di esercizi commerciali. Ci furono anche numerosi scontri con la polizia. Quando De la Rúa dichiarò lo stato d’emergenza, le proteste si aggravarono dando inizio alla crisi politica. Il 21 dicembre 2001 cadde il governo e il presidente fu costretto ad abbandonare la Casa Rosada in elicottero.

In occasione del quindicesimo anniversario delle rivolte, Sub, una cooperativa di fotografi argentini, ha pubblicato il libro Diciembre, una raccolta di immagini scattate alle proteste del 2001 e 2002.

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