11 marzo 2021 16:32

In Kashmir dove l’anno
ha quattro stagioni distinte, mia madre
narrava della sua infanzia
nelle pianure di Lucknow, e
di quella stagione in particolare,
il monsone, quando il flauto
di Krishna si ode sulle rive
della Jamuna.

Il fotografo italiano Camillo Pasquarelli apre il suo libro Monsoons never cross the mountains (Witty Books 2020) con la poesia Le stagioni delle pianure del poeta kashmiro-americano Agha Shahid Ali. Il volume è dedicato alla valle del Kashmir, un’area contesa tra India e Pakistan dal 1947 e una delle zone più militarizzate al mondo.

Pasquarelli ha viaggiato per cinque anni nel Kashmir documentando un conflitto definito “a bassa intensità”, ma che ha provocato decine di migliaia di morti. Ha seguito le proteste della popolazione a maggioranza musulmana che chiede libertà – azadi in lingua urdu e slogan dei separatisti – al governo indiano.

Quello della popolazione kashmira è un dolore collettivo che spinge verso pratiche religiose peculiari, in una disperata ricerca di tregua: la venerazione di chi ha sacrificato la propria vita per l’azadi diventa la prosecuzione del culto popolare dei santi sufi deceduti.

Con questo lavoro Pasquarelli riflette anche sul ruolo di fotogiornalista: “Se proviamo a fare una ricerca per immagini su Google digitando ‘Kashmir’ appariranno principalmente immagini di soldati, filo spinato e scontri. Come fotografiamo una zona di guerra? Come rappresentiamo la violenza e la sofferenza? Come gestisco la violenza del mio sguardo da privilegiato uomo bianco europeo?”.

Negli ultimi viaggi nel paese Pasquarelli ha provato a superare i canoni del fotogiornalismo classico alla ricerca di un altro punto di vista e ha deciso di rappresentare il paesaggio emotivo della valle del Kashmir attraverso gli occhi dei bambini, coinvolti in questo ciclo fin dall’inizio della loro vita.

Pasquarelli presenterà il suo libro alla libreria Leporello di Roma il 13 marzo dalle 16 alle 20 e in diretta Instagram sul profilo della libreria dalle 19.

Maysa Moroni

Da sapere
Senza diritti

Dopo la prima guerra tra India e Pakistan, nel 1949 le Nazioni Unite intervennero con una risoluzione che sollecitava un plebiscito attraverso il quale gli abitanti avrebbero deciso a quale paese unirsi. Da allora non è mai stata convocata nessuna consultazione. Nel 2019 il governo indiano ha fatto approvare dal parlamento la revoca dell’articolo 370 della costituzione, che da più di settant’anni garantiva al Jammu e Kashmir uno status speciale all’interno dell’unione indiana. Nonostante le continue proteste, le repressioni e le numerose violazioni dei diritti umani perpetrate dalle forze di sicurezza indiane, la situazione non è cambiata.