Il mondo all’una

16 marzo 2015 13:04

Italia. Quattro persone sono state arrestate e più di cinquanta risultano indagate nell’ambito di un’indagine sugli appalti della Tav, dell’Expo e di altre opere pubbliche. Tra gli arrestati ci sono anche Ercole Incalza, dirigente del ministero dei lavori pubblici dal 2001 al gennaio 2015, gli imprenditori Stefano Perotti, Francesco Cavallo e Sandro Pacella. L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri del Ros, coordinati dalla procura di Firenze.

Vanuatu. I residenti di Mele sono tornati nelle loro case, distrutte nel fine settimana dal ciclone tropicale Pam. In questi giorni la tempesta ha danneggiato edifici, distrutto imbarcazioni e allagato le strade. Le autorità stanno faticando a mettersi in contatto con molte delle 83 isole che costituiscono l’arcipelago, colpito da venti superiori ai 300 chilometri all’ora. Il bilancio provvisorio è di otto morti e venti feriti, ma secondo le autorità le vittime sono destinate ad aumentare.

Siria. Il presidente siriano Bashar al Assad ha respinto le dichiarazioni del segretario di stato degli Stati Uniti John Kerry sull’apertura al dialogo da parte della Casa Bianca per la transizione politica in Siria. “Queste dichiarazioni dall’esterno non ci riguardano”, ha detto in un intervento alla televisione iraniana citato dall’agenzia siriana Sana.

Mali. I delegati dei gruppi dei ribelli riuniti a Kidal, nel nord del Mali, per i negoziati con Bamako, hanno rifiutato l’accordo di pace firmato dal governo il 1 marzo ad Algeri. Secondo il Coordinamento dei movimenti dell’Azawad (Cma) la proposta, arrivata dopo otto mesi di colloqui tra le parti coinvolte nel conflitto, non ha rispettato le richieste dei ribelli per assicurare l’autonomia del nord del paese.

Venezuela. Il parlamento ha approvato una legge che permette al presidente Nicolás Maduro di governare per decreto fino al 31 dicembre 2015. La richiesta di poteri speciali è arrivata dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro sette funzionari venezuelani, accusati di violazione dei diritti umani per la repressione delle proteste organizzate dall’opposizione nel 2014.

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