Nell’estate del 2002 il corpo della giovane Hae-on è trovato in un parco di Seoul. A prima vista, Lemon di Kwon Yeo-sun sembra un giallo classico. Chi ha ucciso Hae-on? Lo scopriremo ma solo alla fine di una storia così coinvolgente che la soluzione non ci sembrerà più così importante. Lemon è un romanzo breve in otto quadri centellinato, messo insieme, estorto da tre voci diverse. La prima e forse la più importante è quella di Da-on, sorella minore di Hae-on. Lei e la madre vivono il lutto in modo bizzarro, tanto che la ragazza ricorre alla chirurgia plastica per somigliare alla sorella morta. Dall’aspetto di Hae-on prende spunto anche la seconda voce, Sanghui, una compagna di classe attraverso la quale conosciamo le trasformazioni fisiche e mentali affrontate da Hae-on. Anche la terza voce è una compagna di classe della vittima, ed è una donna con un segreto. Kwon Yeo-sun sa sfruttare al meglio questa polifonia. Il romanzo è breve ma ogni frase vale tre frasi di uno scrittore medio e ogni pagina merita di essere gustata fino in fondo.

The New York Times

Questo articolo è uscito sul numero 1433 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati