“Sono tempi molti pericolosi per i funzionari dei distretti scolastici statunitensi”, scrive il Wash­ington Post. “Da tutto il ­paese arrivano notizie di aggressioni fisiche, insulti sui social network e richieste di dimissioni”. Uno degli ultimi casi è avvenuto in Illinois, dove un genitore è stato arrestato per aver picchiato un amministratore scolastico durante una riunione. “Le scuole sono finite al centro delle guerre politiche e culturali in corso nel paese. I genitori, soprattutto nei posti più conservatori, se la prendono con i dirigenti scolastici che hanno introdotto l’obbligo di indossare la mascherina nelle scuole e che cercano di modificare i programmi scolastici per renderli più inclusivi. A ottobre un gruppo di persone si è radunato davanti alla casa di Shirley Brown, presidente del distretto scolastico di Sarasota, in Florida. “Lo sappiamo che sei lì, Shirley”, ha urlato un uomo. “Sappiamo che dopo le mascherine il passo successivo sono i vaccini. Non lo permetteremo, dovrete passare sui nostri cadaveri”. In questo contesto politico così polarizzato aumentano anche i casi di amministrazioni statali e locali che cercano di togliere dalla circolazione libri considerati dannosi per gli studenti. In molti casi si tratta di opere che parlano di razzismo e discriminazioni, come quelle di Toni Morrison e Ta-Nehisi Coates.

Questo articolo è uscito sul numero 1436 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati