Nella notte tra il 12 e il 13 novembre 68 detenuti sono morti negli scontri tra bande rivali scoppiati all’interno del carcere del Litoral, nella città costiera di Guayaquil, per il controllo del traffico di droga. Nella stessa prigione, il 29 settembre erano morte 119 persone. Per far fronte all’aumento della violenza e della criminalità a ottobre il presidente Guillermo Lasso (centrodestra) ha dichiarato lo stato d’emergenza, ancora oggi in vigore. Secondo il sito ecuadoriano Gk, “è evidente che il pugno di ferro del governo non ha funzionato, non ha evitato i massacri e non ha salvato nessuna vita”. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1436 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati