Abdel Fattah al Burhan, capo della giunta militare che ha preso il potere in Sudan il 25 ottobre, ha nominato l’11 novembre un nuovo consiglio di sovranità. È composto in parte da civili, nessuno dei quali faceva parte della coalizione che guidava il paese prima del golpe. Due giorni dopo otto persone sono state uccise nelle manifestazioni contro la giunta. Il 17 novembre è stata organizzata una nuova protesta nella capitale Khartoum, dove due civili sono morti. “I sudanesi continuano a scendere in piazza nonostante la repressione”, scrive il quotidiano Al Taghyeer.

Questo articolo è uscito sul numero 1436 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati