Al centro del libro c’è Lacy Stoltz, un’investigatrice del Florida board on judicial conduct, che i lettori di John Grisham avevano già conosciuto in un romanzo precedente, L’informatore. Lacy incontra Jeri Crosby, il cui padre è stato ucciso da uno sconosciuto vent’anni prima. Jeri insegue il suo assassino da allora ed è sicura che sia lo stesso uomo responsabile della morte di altre persone nel corso di vent’anni, tutte soffocate da una corda legata con lo stesso nodo molto raro. Dice anche di sapere chi è: un giudice della Florida di nome Ross Bannick. “Non siamo attrezzati per un lavoro come questo”, spiega Lacy. “Ho bisogno di un’amica, Lacy”, implora Jeri. “Per favore, non abbandonarmi”. La storia di Jeri è persuasiva, sostenuta da documenti e testimonianze. Presenta un reclamo ufficiale all’agenzia di Lacy, ma prega di rimanere anonima. Lacy e la sua squadra portano avanti le ricerche, anche se il giudice strangolatore continua a mettere in atto la sua compulsione omicida. Quella di Bannick, apprendiamo, è una vendetta contro chi ritiene gli abbia fatto un torto: “Ce n’erano una decina sulla sua lista, più o meno”, riflette. “Più o meno. Dieci eliminati, ne mancano due. Forse tre”. Quanto tempo prima che Jeri attiri la sua fatale attenzione? Ricco di dettagli high-tech e tremante di suspense, La lista del giudice può tenerti sveglio per una notte.

Tom Nolan, The Wall Street Journal

Questo articolo è uscito sul numero 1438 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati