Il 30 novembre un ragazzo di 15 anni ha aperto il fuoco in una scuola a Oxford, nel Michigan, uccidendo tre studenti e ferendo otto persone, tra cui un insegnante. Secondo le ricostruzioni della polizia, il sospettato avrebbe sparato 15-20 colpi con una pistola che era stata comprata dal padre pochi giorni prima. “Le sparatorie nelle scuole sono diminuite negli ultimi due anni, quando gli studenti sono rimasti a casa per lunghi periodi a causa della pandemia di covid-19”, scrive il Washington Post. “Ma da quando sono ricominciate le lezioni in presenza molti insegnanti e presidi in varie zone del paese denunciano un aumento della violenza. Secondo gli esperti, queste dinamiche sono dovute alle condizioni di disagio causate dalla pandemia”.

Questo articolo è uscito sul numero 1438 di Internazionale, a pagina 33. Compra questo numero | Abbonati