Per la dose di richiamo nella campagna di vaccinazione contro il covid-19 si può usare un prodotto diverso dal precedente. Lo conferma uno studio condotto nel Regno Unito su circa tremila persone vaccinate con due dosi di AstraZeneca o Pfizer-Biontech. Per i richiami (booster) sono stati usati gli stessi prodotti o altri, con dosaggi variabili. Nella sperimentazione sono stati usati anche i vaccini Moderna e Johnson & Johnson, disponibili anche in Italia, e Curevac, Novavax e Valneva. Tutte le combinazioni hanno dato risultati positivi tranne una, la vaccinazione con due dosi di Pfizer seguita dal richiamo con Valneva. Il richiamo con Pfizer o Moderna offriva invece un’ottima protezione. L’obiettivo dello studio era valutare la sicurezza e l’efficacia dei richiami, ma anche la possibilità di usare vaccini diversi rispetto a quelli attualmente distribuiti, ampliando le possibilità di scelta. Uno dei limiti dello studio è la durata, di appena un mese. Bisognerebbe infatti valutare la risposta del sistema immunitario più a lungo termine. I ceppi di coronavirus analizzati erano quello originario di Wuhan e le varianti alfa, beta e delta, non la omicron. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1439 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati