Con una media di 1,5 metri sul livello del mare, le Maldive sono il paese con l’altitudine più bassa del mondo e quindi uno dei più minacciati dall’innalzamento delle acque. Un tempo una fitta barriera corallina proteggeva gli atolli. Ma da quando le alte temperature hanno cominciato a danneggiarla, anche queste isole a forma di anello stanno lentamente scomparendo. L’economia delle Maldive si basa sul turismo, che produce più del 30 per cento del pil e più del 60 per cento dei guadagni in valuta estera.

Per questo, anche se l’eccessivo aumento di visitatori contribuisce all’erosione delle coste e alla morte dei coralli, il governo continua ad autorizzare la costruzione di strutture turistiche sulla costa o addirittura sul fondo del mare.

Per attirare più persone, le aziende private stanno trasformando alcuni atolli in una sorta di Atlantide. Pompando la sabbia dai fondali si creano isole artificiali, come Crossroads. E da quando la legge permette ai turisti di soggiornare in tutte le isole, non solo in quelle degli alberghi, sono spuntati nuovi edifici (anche di dodici piani), ovunque, tra le case basse degli abitanti. ◆

Sacchi di sabbia per contrastare l’erosione del mare.
Un albergo in costruzione sulla spiaggia di Maafushi.
La laguna artificiale dell’Hard Rock Hotel.
Una piscina lagunare sull’isola Hulhumale.
Un bagno allestito per un matrimonio a Fushifaru.
Turisti indiani in un semisommergibile per osservare i coralli, visto che quelli più vicini alla costa sono scomparsi.
La spiaggia di Maafushi, a ridosso degli alberghi in costruzione.
I resti della barriera corallina dell’isola di Fushifaru.

Marco Zorzanello è un fotografo italiano. Queste foto fanno parte di un progetto a lungo termine, cominciato nel 2015, sul turismo al tempo dei cambiamenti climatici.

Questo articolo è uscito sul numero 1442 di Internazionale, a pagina 66. Compra questo numero | Abbonati