Le forze curde hanno annunciato il 26 gennaio di aver ripreso il controllo della prigione di Ghwayran, nel governatorato nordorientale di Al Hasaka, dove un numero imprecisato di jihadisti si era asserragliato con i detenuti per sei giorni. Il carcere, che è gestito dalle Forze democratiche siriane (Fds), a maggioranza curda, ospita circa 3.500 esponenti del gruppo Stato islamico (Is), tra cui centinaia di minorenni. Gli scontri, cominciati il 20 gennaio, hanno causato 181 vittime – 124 jihadisti, cinquanta combattenti curdi e sette civili – e costretto 45mila persone a lasciare le loro case. Le autorità curde calcolano che nelle loro prigioni sono detenuti dodicimila jihadisti di più di cinquanta nazionalità. È l’attacco più grave rivendicato dall’Is dalla sua sconfitta in Siria nel 2019. Per Al Jazeera è una prova del fatto che l’Is sta diventando sempre più forte, ma “questo non sorprende”: negli ultimi sei mesi ci sono stati chiari segnali della volontà dei jihadisti di espandersi, ignorati dalla comunità internazionale.

Questo articolo è uscito sul numero 1445 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati