Nell’estate del 1949, undici anni dopo essere fuggita dai nazisti, Alice Urbach, ebrea viennese, tornò per la prima volta nella sua città natale. Vagava per i vicoli di Vienna, piangendo davanti a una casa che una volta era stata una sinagoga, e a un certo punto passò davanti a una libreria. In vetrina c’era un libro: Così si cucina a Vienna! Attirò subito la sua attenzione. Per un motivo: lo aveva scritto lei. Ma c’era un altro nome sulla copertina: Rudolf Rösch, un maschio “ariano”. Come poteva essere? La cuoca si è posta questa domanda fino alla sua morte nel 1983, e sua nipote, la storica Karina Urbach, ha continuato a porsela. Ora ha scritto la storia di sua nonna. Per farlo, ha cercato tra vecchi diari e lettere. Negli archivi di Vienna, Londra e Washington ha trovato scritti, nastri e film a lungo ritenuti perduti. Dalla ricerca emerge il quadro di una donna che per tutta la vita non riuscì a parlare della sorte delle sue tre sorelle, assassinate nel ghetto di Łódź e nel campo di concentramento di Treblinka, ma che continuò a rivendicare il suo libro di ricette fino a quando fu molto vecchia.

Leonie Feuerbach,
Frankfurter Allgemeine Zeitung

Questo articolo è uscito sul numero 1445 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati