Il contagio da covid-19 aumenta il rischio di essere colpiti da malattie cardiovascolari, anche in caso di sintomi lievi. Da uno studio su più di 150mila persone, seguite per circa un anno dopo l’infezione, è emerso un rischio più alto di manifestare patologie come pericarditi, miocarditi, infarti, malattie cerebrovascolari e battito cardiaco irregolare. Il rischio è maggiore per i pazienti che nella fase acuta hanno avuto bisogno di un ricovero in ospedale, ma c’è anche per i pazienti non ricoverati. E vale pure per le persone con meno di 65 anni e senza fattori predisponenti, tra cui l’obesità e il diabete. La ricerca ha alcuni limiti, tra cui il fatto che è stata coinvolta solo una fascia della popolazione statunitense, per lo più uomini bianchi. I risultati, scrivono i ricercatori, sono comunque importanti perché sottolineano la necessità di considerare le conseguenze sanitarie a lungo termine del covid-19, anche a un anno dall’infezione. I pazienti dovrebbero continuare a essere seguiti dopo la fase acuta, con un’attenzione particolare alla salute cardiovascolare. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1448 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati