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Dal 17 febbraio Brittney Griner ( nella foto ), una delle più forti giocatrici di basket statunitensi, è detenuta in Russia con l’accusa di aver cercato di entrare nel paese con dell’olio di hashish contenuto nelle cartucce di un vaporizzatore. Rischia fino a dieci anni di carcere. Le autorità russe hanno pubblicato una sua foto segnaletica e molti negli Stati Uniti temono che il suo caso possa essere usato da Mosca per fare pressione su Washington in futuri negoziati sulla crisi ucraina. Time spiega che Griner era in Russia per soldi: nel campionato femminile statunitense gli stipendi sono bassi, quindi molte atlete approfittano della pausa tra una stagione e l’altra per andare a giocare all’estero, soprattutto in Russia. Intanto negli Stati Uniti, come in Europa, cresce l’ostilità nei confronti della Russia, e vengono presi di mira alcuni russi in vista. Secondo il Washington Post, c’è il rischio di derive inquietanti. È giusto, afferma il giornale, che persone che hanno apertamente sostenuto Putin siano colpite nel quadro delle sanzioni contro Mosca. È il caso della soprano Anna Netrebko, che non si esibirà più alla Metropolitan Opera di New York. Ma altri, come il pianista Aleksandr Malofeev, sono stati danneggiati solo in quanto russi. “Dovrebbe essere una delle cose che ci distinguono da Mosca: non dovremmo tenere sotto controllo le persone come fa Putin”.

Questo articolo è uscito sul numero 1452 di Internazionale, a pagina 22. Compra questo numero | Abbonati