◆ La Grande barriera corallina, al largo del nordest dell’Australia, si sta nuovamente sbiancando. Danni piuttosto gravi sono visibili nella parte settentrionale e centrale della barriera. Quando la temperatura dell’acqua è troppo alta, i coralli espellono le alghe con cui vivono, perdendo il colore. Se il fenomeno dura troppo a lungo, i coralli possono morire. Si tratta del sesto evento di sbiancamento dal 1998. All’epoca del primo episodio era in corso il fenomeno climatico periodico del Niño, che porta a un aumento delle temperature. Quest’anno, invece, è presente il fenomeno opposto, la Niña, che dovrebbe portare a temperature più basse, nuvole e pioggia. È la prima volta che lo sbiancamento avviene in queste condizioni, e dipende dal riscaldamento globale. Gli altri episodi sono avvenuti nel 2002, nel 2016, nel 2017 e nel 2020. La maggior frequenza negli ultimi anni preoccupa gli scienziati. “Le barriere coralline hanno bisogno di tempo per riprendersi dopo un periodo di stress”, spiega Lissa Schindler, dell’Australian marine conservation society. Le ondate di caldo marine sono sempre più frequenti, scrive l’Abc.

Il governo australiano ha stanziato un miliardo di dollari in più per proteggere la barriera nei prossimi nove anni, scrive il Guardian. Ma la ricerca di specie di coralli resistenti al caldo, il miglioramento della qualità dell’acqua e la rimozione delle stelle corona di spine, che si nutrono di coralli, non basteranno se non si limita il riscaldamento globale.

Questo articolo è uscito sul numero 1453 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati