Nonostante i 2.800 chilometri che separano Angoulême da Kiev, lo spettro della guerra si è aggirato negli spazi del festival internazionale del fumetto (Fibd) a partire dalla sobria serata di apertura, il 16 marzo, in cui autrici e autori provenienti da Taiwan, Francia, Brasile, Croazia e Argentina si sono passati le matite per dar vita a un concerto disegnato in omaggio al popolo ucraino. Il festival è tornato a popolare le strade e le piazze della cittadina della Charente dopo due anni, in cui evidentemente il fumetto non si è mai fermato. Il premio per il miglior albo è andato a Marcello Quintanilha per Écoute, jolie Márcia, un libro in cui il disegnatore brasiliano, che conoscevamo per i suoi polizieschi, si è reinventato raccontando le disavventure in technicolor di una madre e della turbolenta figlia in una favela di Rio. Nel palmares figurano anche Des vivants di Simon Roussin, Raphaël Meltz e Louise Moaty (premio speciale della giuria), La vie souterraine di Camille Lavaud Benito (premio révélation) e Le grand vide di Léa Murawiec (premio del pubblico). Libération

Questo articolo è uscito sul numero 1453 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati