Questa miniserie, diretta da Mohamed Diab e scritta da Jeremy Slater, spinge l’universo cinematografico Marvel in territori inesplorati. E non solo perché non si fa riferimento a Thanos, al blip o a Wakanda. Con le avventure di Steven Grant (Oscar Isaac), impiegato di un museo londinese alle prese con una personalità multipla, una divinità egizia che abita nel suo corpo e il leader di una setta religiosa (Ethan Hawke) che vuole rivoluzionare l’universo, la Marvel ha creato qualcosa di completamente nuovo e, almeno per ora, scollegato da tutto il resto. Ma, anche grazie alla presenza di Isaac, funziona. Variety

Questo articolo è uscito sul numero 1455 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati