Nel giro di qualche anno”, scrive Bryan Appleyard nel suo divertente saggio The car, “possedere un’automobile potrebbe sembrare un’eccentricità, come avere un treno o un autobus. O forse sarà semplicemente illegale”. Il suo libro non è un elogio funebre o una celebrazione dell’automobile, quanto il tentativo di documentare lo straordinario impatto culturale e ambientale che le quattro ruote hanno avuto su questo pianeta negli ultimi 135 anni. Intorno a questi veicoli a motore (a combustione interna) abbiamo plasmato le nostre vite e le nostre città. E questo è più che mai evidente negli Stati Uniti, un paese la cui ascesa, supremazia e il cui incipiente declino, corrispondono alle fortune dell’automobile. Non a caso si parla a lungo di due figure decisive come Henry Ford e Alfred Sloan, che con la Ford e la General Motors hanno dominato un secolo di vita delle automobili. Comunque, in questa lettura estremamente piacevole, sono evidenziate anche le tante contraddizioni che lo stile di vita imposto dalle quattro ruote ha portato con sé. The Guardian

Questo articolo è uscito sul numero 1455 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati