“Devastante. Catastrofico. Tragico. Non ci sono parole adatte a descrivere l’orrore provato dagli abitanti della provincia del KwaZulu-Natal”, scrive il Sunday Times. Il bilancio delle alluvioni e delle frane causate dalle piogge eccezionali cadute dal 12 aprile sul Sudafrica orientale è di 448 morti, più di quaranta dispersi, quattromila edifici distrutti e altri diecimila danneggiati. Il governo ha schierato diecimila soldati nella provincia per l’emergenza. Solo per le strade, sono stati stimati 350 milioni di euro di danni. “Il cambiamento climatico è una realtà, e con esso la necessità di adattare le infrastrutture. I sistemi per fermare le alluvioni devono essere sempre pronti e aggiornati. Troppo spesso, invece, le amministrazioni locali li trascurano”. L’urbanista Hope Magidimisha-Chipungu fa notare su The Conversation che i più colpiti sono gli abitanti degli insediamenti informali, che vivono in condizioni estremamente precarie. Ormai, a causa della rapida urbanizzazione e della mancanza di progetti di edilizia pubblica, un quarto della popolazione urbana del paese vive nelle baraccopoli. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1457 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati