Dopo l’accoppiamento e prima della schiusa delle uova le femmine di polpo smettono di mangiare e si mutilano fino alla morte. Questa morte programmata serve a proteggere la prole dal cannibalismo, comune tra i polpi. Secondo uno studio pubblicato su Current Biology, potrebbe essere indotta dalla ghiandola ottica, coinvolta nella maturazione sessuale. Quando è rimossa, infatti, le femmine vivono più a lungo. Dalle analisi sul polpo a due punti della California (Octopus bimaculoides) è emerso che dopo l’accoppiamento la ghiandola innesca la produzione dello sterolo 7-deidrocolesterolo. Negli esseri umani quantità elevate del composto causano la sindrome di Smith-Lemli-Opitz, che può portare a comportamenti autolesionistici.

Questo articolo è uscito sul numero 1461 di Internazionale, a pagina 111. Compra questo numero | Abbonati