Mentre nell’est della Repubblica Democratica del Congo si moltiplicano le violenze commesse dai gruppi armati, si riaccendono le tensioni tra il governo congolese e quello ruandese. Kinshasa accusa il paese vicino di sostenere la milizia ribelle M23, la cui disponibilità di armi pesanti sarebbe il segno di un supporto esterno. L’M23 nelle ultime settimane di maggio ha lanciato l’offensiva più ampia degli ultimi dieci anni, attaccando i caschi blu delle Nazioni Unite e le truppe congolesi . Il 28 maggio il governo di Félix Tshisekedi ha convocato l’ambasciatore ruandese e sospeso i voli della compagnia aerea RwandAir, scrive The East African. Dal canto suo, il Ruanda accusa l’Rdc del rapimento di due soldati ruandesi lungo il confine tra i due stati. Secondo Kigali i due militari sarebbero stati catturati dalle forze congolesi, con la complicità delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr), un altro gruppo ribelle ostile al governo di Paul Kagame. I rapporti tra i due paesi sono tesi dai tempi del genocidio ruandese del 1994.

Questo articolo è uscito sul numero 1463 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati