Sunday Alamba, Ap/LaPresse

Il 5 giugno a Owo, una città nel sud della Nigeria, un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco e lanciato esplosivi in una chiesa cattolica alla fine della messa, uccidendo almeno cinquanta persone (nella foto). La strage, che non è stata ancora rivendicata, è avvenuta in uno stato che finora era rimasto al riparo dalle violenze scoppiate in altre parti del paese. “Quello che è successo a Owo è una conseguenza dell’impunità concessa ai gruppi armati che proliferano in Nigeria”, ha dichiarato l’ong Amnesty international. Secondo Idayat Hassan, analista del Centre for democracy and development di Abuja, l’uso di armi pesanti ed esplosivi fa pensare a un gruppo ben organizzato. In un’intervista a Rfi, Hassan sostiene che potrebbe trattarsi dei jihadisti dello Stato islamico della provincia dell’Africa occidentale (Iswap) o di una banda criminale venuta dal nordovest del paese. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1464 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati