All’inizio del 2021 Cecelia Lewis, una preside afroamericana del Maryland, era pronta a trasferirsi nella contea di Cherokee, in Georgia, dove avrebbe ricoperto il ruolo di responsabile delle iniziative su diversità, uguaglianza e inclusione. Ma poi ha cominciato a ricevere strane telefonate dagli amministratori del distretto scolastico, che le intimavano di non parlare agli studenti della critical race theory (Crt), una teoria accademica secondo cui il razzismo è insito nelle istituzioni statunitensi. Lewis non aveva mai sentito parlare della Crt, che peraltro non s’insegna nelle scuole ma solo nelle università. “Nonostante questo”, scrive ProPublica, “è partita una campagna violenta contro di lei sui social network”. Durante una riunione del consiglio scolastico, un gruppo di genitori ha cominciato ad aggredire i dirigenti, chiedendo il licenziamento di Lewis. Poco dopo un genitore, intervistato dalla rete di destra Fox News, ha detto che la Crt si stava infiltrando nella loro comunità. A quel punto Lewis ha deciso di rinunciare al lavoro, ma per i genitori infuriati non era abbastanza. “Hanno continuato a minacciarla, cercando di farle perdere anche il suo nuovo lavoro: direttrice degli studi sociali nella contea di Cobb, uno dei distretti più grandi della Georgia”.

Questo articolo è uscito sul numero 1466 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati