Lo spirito del punk è ancora vivo nel Regno Unito. Oltre agli Idles e ai Bob Vylan, anche le londinesi Nova Twins, nonostante siano molto legate al nu metal dei primi anni duemila, si distinguono per la rabbia con cui rimescolano gli stereotipi del rock. La loro musica è dura e i testi ricordano le spacconate di Kanye West e Little Simz. Supernova è oscuro e stratificato, ogni canzone ti convince a entrare nel mondo della band. Amy Love, cantante e chitarrista, adotta diversi stili vocali a metà tra Missy Elliott e Santigold. I suoi riff, insieme a quelli della bassista Georgia South, sono senza pietà, mentre la batteria è il cuore pulsante del lavoro. L’album si apre con Power (intro), nella quale i sintetizzatori conducono direttamente dentro un’astronave mentre si ripetono versi come “Supernova possiede il tuo potere, Supernova, tu sei il potere”. A questo punto è ovvio come il concetto di potere sia centrale nelle successive dieci tracce. Considerando la desolazione nel panorama dei gruppi fondati sulle chitarre, almeno nel mainstream, questo duo offre qualcosa di diverso e segna un passo in avanti nel suo percorso artistico.
Andrew Belt, Gigwise

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Questo articolo è uscito sul numero 1466 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati