Il fotografo francese Mathias de Lattre ha cominciato a interessarsi alle sostanze psichedeliche una decina d’anni fa. Voleva approfondire le sue conoscenze sui funghi allucinogeni, ed esplorare l’uso che se ne faceva in passato. Così ha studiato la storia e l’etnobotanica dei funghi.

Nel frattempo sua madre Corinne era sprofondata negli abissi della depressione. La donna aveva preso per anni dei medicinali che l’aiutassero a gestire il suo disturbo bipolare, ma lentamente la sua vita era peggiorata: i farmaci le causavano confusione invece di stabilizzarle l’umore e gli effetti collaterali aggravavano la situazione indebolendo le ossa, il sistema immunitario, e danneggiando la sua memoria.

Dato che non voleva più assistere senza fare niente al peggiorare della madre, De Lattre ha cercato aiuto nelle ricerche che stava svolgendo sui fughi e le ha ampliate: è andato in Perù, in un centro che tratta vari disturbi mentali e dipendenze attraverso l’uso di piante psicotrope locali, ed è venuto a conoscenza degli studi svolti in Europa sull’uso della psilocibina – un composto chimico presente nei funghi allucinogeni – per il trattamento sperimentale delle dipendenze e della depressione.

Corinne, la madre di Mathias de Lattre, ritratta a Parigi nel 2019, alla fine del periodo di disintossicazione dagli psicofarmaci

Dopo aver consultato i ricercatori dell’Imperial college di Londra, sentito i pareri dei medici della clinica psichiatrica dell’università di Zurigo e seguito i suggerimenti di uno psicoterapeuta di San Francisco, De Lattre ha portato la madre da una psichiatra-psicoterapeuta esperta nel trattamento con i funghi allucinogeni di alcuni disturbi psichici, che ha accettato di esaminare il caso di Corinne. Dopo due difficili anni di disintossicazione dai farmaci e alcuni tentativi non andati a buon fine, sono arrivati i primi risultati incoraggianti. Da allora Corinne segue una terapia con microdosaggi settimanali ed è in costante miglioramento.

Un pezzo di liana di Banisteriopsis caapi e una foglia di Psychotria viridis, due piante sudamericane usate per preparare l’ayahuasca, un decotto psichedelico usato da alcune popolazioni amazzoniche in cerimonie religiose e come strumento terapeutico. Le piante psicoattive possono essere combinate con piante preparatorie purgative, per disintossicare l’organismo del paziente, e con piante di supporto dall’effetto tonificante

De Lattre ha documentato questo percorso nel libro Mother’s theraphy, pubblicato dalla casa editrice indipendente The Eriskay Connection. Secondo i ricercatori è presto per dire che questo tipo di terapie possa funzionare per ogni paziente. Mancano ancora studi esaustivi, ma Mother’s therapy è la testimonianza di un’esperienza personale piena di tenacia e speranza. ◆

Don Guillermo Ojanama nel distretto di Chazuta in Perù nel 2017. Guillermo era un curandero (guaritore), uno sciamano specializzato nella combinazione di piante amazzoniche e diete purificatrici. Ha praticato per più di sessant’anni la medicina tradizionale peruviana ed è morto nel 2019. Apparteneva al popolo indigeno chazutino ed era uno dei guaritori del centro Takiwasi nella città di Tarapoto, in Perù. Il centro dal 1992 si occupa di recuperare le conoscenze della medicina tradizionale amazzonica per farla dialogare con la medicina moderna, combinando l’uso della psicoterapia e delle piante medicinali per il trattamento della salute mentale e delle dipendenze
Un recipiente di metallo usato per la preparazione delle piante psicoattive in Perù, nel 2017
La prima cerimonia con funghi allucinogeni a cui ha partecipato la madre di De Lattre in Svizzera nel 2019. Al centro del tavolo si può vedere un ritratto di Maria Sabina, sciamana e poeta mazateca di Huautla de Jiménez, in Messico che contribuì a diffondere l’uso dei funghi con effetti psicoattivi tra gli occidentali
Funghi Psilocybe cyanescens raccolti nel Bois de Vincennes, vicino a Parigi, in Francia, nel 2017. Esistono circa 180 specie di funghi Psilocybe in tutti i continenti, a eccezione dell’Antartide. Circa duecento statuette raffiguranti dei funghi sono state ritrovate in Guatemala. Secondo gli archeologi, sono i resti di un culto mesoamericano, risalente a più di duemila anni fa, che prevedeva la presenza di queste piccole sculture in pietra e l’assunzione rituale di funghi ritenuti sacri
L’entrata della grotta di Font de Gaume nella valle della Vézère, in Francia, nel 2016
Corinne si immerge con vestiti e scarpe nell’acqua di un lago svizzero nel 2019, dopo il primo trattamento con funghi allucinogeni
Un paziente al centro Takiwasi in Perù nel 2017
Un fuoco usato per la preparazione delle piante psicoattive in Amazzonia nel 2017

Mathias de Lattre è nato nel 1990 e vive e lavora a Parigi.

Questo articolo è uscito sul numero 1475 di Internazionale, a pagina 70. Compra questo numero | Abbonati