A dieci anni dalla campagna Fight for $15, lanciata da un gruppo di dipendenti dei fast food che chiedeva un salario minimo di 15 dollari all’ora, negli Stati Uniti i lavoratori del settore sono ancora alle prese con paghe inadeguate, condizioni di sicurezza precarie e casi di molestie sessuali. Ma ora la loro situazione potrebbe migliorare, almeno quella dei 550mila impiegati in California, dove il 29 agosto i legislatori hanno approvato una nuova legge, scrive il New York Times. Il provvedimento, che deve essere ancora reso effettivo dal governatore democratico Gavin Newsom, è stato fortemente osteggiato dalle catene di fast food, soprattutto perché promuove una contrattazione per stabilire salari e condizioni di lavoro validi per tutti i dipendenti californiani del settore. Il sistema attuale, invece, prevede la contrattazione su base aziendale. La legge istituisce una commissione, composta da lavoratori, aziende e rappresentanti dello stato, che discuterà i salari e le misure di sicurezza per l’intero settore della ristorazione. Inoltre stabilisce che ogni anno, a partire dal 2024, i salari d’ingresso delle aziende siano adeguati all’andamento del costo della vita.

Questo articolo è uscito sul numero 1476 di Internazionale, a pagina 112. Compra questo numero | Abbonati