Nel film ispirato al libro La grande arche di Laurence Cossé, Demoustier si concentra sullo sconosciuto architetto danese Johan Otto von Spreckelsen (Bang), autore di un monumento poco amato, praticamente inaccessibile e tanto voluto da François Mitterrand, il “presidente costruttore”. L’affascinante ritratto di un creatore idealista o irresponsabile (Demoustier non prende posizione) diventa una deliziosa satira del “regno” di Mitterrand (interpretato da Michel Fau), con i suoi intrighi politici e le convivenze forzate. E anche grazie agli effetti digitali incapsula i vanitosi e dispendiosi anni ottanta.
Etienne Sorin, Le Figaro
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati