Il risultato dell’operazione Absolute resolve sembra aver dato alla testa a Donald Trump. All’intervento militare in Venezuela mancava l’autorizzazione del congresso, indispensabile per un’azione bellica contro un paese straniero. Inoltre l’operazione ha violato la carta dell’Onu e l’immunità riconosciuta ai leader dei paesi che ne fanno parte. Eppure la Casa Bianca si è arrogata il diritto di lanciare un’azione la cui unica base legale era un ordine d’arresto contro Nicolás Maduro spiccato a New York. Il risultato è la minaccia dell’uso della forza in tutto il mondo, non sostenuta da alcun principio democratico.

In Venezuela, dove Washington sostiene di voler governare affidandosi proprio al chavismo che denigrava, gli Stati Uniti hanno scartato l’opposizione democratica e non hanno preteso la liberazione dei prigionieri politici, né il ritorno degli esuli né l’apertura di un processo democratico che porti a libere elezioni.

Sembra che Trump si sia meravigliato per l’effetto intimidatorio del suo atto di forza e stia sfruttando l’immagine di leader disposto a usare l’esercito più potente del mondo in qualsiasi momento e ovunque al servizio dei suoi interessi e dei suoi capricci. Trump e alcuni suoi collaboratori hanno immediatamente puntato gli occhi su altri paesi: Colombia e Cuba, ma anche Messico, Panamá e Iran. La minaccia più scandalosa riguarda la Groenlandia, un atto di ostilità nei confronti della Danimarca, un paese alleato della Nato e uno stato dell’Unione europea. La spavalderia di Trump e le argomentazioni ciniche di Stephen Miller, fanatico vicecapo di gabinetto della Casa Bianca, screditano le argomentazioni giuridiche e le giustificazioni politiche o morali usate da chi ha applaudito la deposizione di Maduro. Nel trumpismo non c’è neanche un briciolo di moralità, solo esibizione di forza e avidità predatoria.

Trump è stato descritto dai suoi stessi collaboratori come impulsivo, aggressivo e disinibito. Quest’atteggiamento contrasta con il rispetto che mostra verso leader come Vladimir Putin e Xi Jinping. La responsabilità di garantire una transizione democratica e pacifica in Venezuela va oltre l’America Latina, riguarda la stabilità internazionale e la sovranità di molti paesi. Se nessuno risponderà adeguatamente alle spacconate di Trump, cominceranno a trasformarsi in realtà idee che sembravano assurde appena pochi mesi fa. Il Venezuela è un avvertimento per il mondo. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 17. Compra questo numero | Abbonati