Millie (Sweeney) è in libertà condizionale, e quando viene assunta come governante dalla ricchissima Nina (Seyfried), pensa di aver risolto tutti i suoi problemi. Ma nel giro di poche ore si rende conto che non è così. Chiunque abbia visto un thriller domestico avrà già sistemato tutti i pezzi del puzzle, ma purtroppo il film di Feig non è così abile. Né lo è la sua protagonista, che si farà un’idea di quello che succede molto dopo lo spettatore medio. Nell’ultima mezz’ora il divertimento aumenta, ma la sensazione è che sia tardi per sistemare un pasticcio enorme.
Olly Richards, Empire
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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati