La band britannica The James Hunter Six ha uno stile fluido e ruvido basato sul soul statunitense degli anni sessanta, ma fa molto più che imitarne i cliché. Il cantante e leader James Hunter incarna in modo contagioso le profonde radici emotive del passato e le porta nel presente grazie alla sua abilità narrativa e alla sua voce roca. Il resto del gruppo mantiene il ritmo con fiati che vibrano, un basso martellante, percussioni pulsanti e tastiere e chitarra che entrano un po’ alla volta. Sono quarant’anni di carriera discografica per Hunter, che ha un suono immediatamente riconoscibile e una solida base di fan, tra cui Van Morrison, qui ospite di un pezzo. Chi ha apprezzato i dischi precedenti del gruppo amerà sicuramente anche questo. Parte del successo va a Bosco Mann (alias Gabriel Roth), che ha prodotto gli album del gruppo per la Dap­tone Records e questo nuovo lavoro per l’etichetta Easy Eye Sound di Dan Auer­bach. Roth e Auerbach hanno una sensibilità simile: fanno dischi che suonano come classici del passato per strumentazione e atmosfera, ma con una patina moderna. Ascoltare Off the fence è come scoprire una pila di vecchi 45 giri presi da un jukebox dimenticato in un bar. Non è un concept album ma ha una grande uniformità, che trova la sua forza nella voce di Hunter e nel suo tono ironico, sincero e sottilmente comico.
Steve Horowitz, PopMatters

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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati