Kanye West ha comprato una pagina pubblicitaria sul quotidiano The Wall Street Journal per scusarsi del suo comportamento antisemita. “Non sono un nazista né un antisemita. Amo il popolo ebraico”, ha scritto. In una lettera intitolata To those I’ve hurt (A chi ho ferito) West, oggi noto come Ye, ha attribuito le sue azioni più gravi, tra cui dichiarazioni offensive e la vendita di magliette con svastiche, al disturbo bipolare di tipo 1. Secondo l’artista la malattia sarebbe stata aggravata da una lesione al lobo frontale non diagnosticata, subìta in un incidente stradale nel 2002. Nonostante le scuse alla comunità ebraica nel 2023, due anni dopo West ha ripreso a vendere magliette con simboli nazisti e ha pubblicato la canzone Heil Hitler. West ha descritto le fasi maniacali del disturbo bipolare come momenti di distacco dalla realtà, segnati da giudizi compromessi e comportamenti autodistruttivi. “Mi vergogno e mi assumo ogni responsabilità”, ha detto, chiarendo che la malattia non giustifica le sue azioni. Ha raccontato di aver toccato il fondo nel 2025, quando ha sviluppato anche istinti suicidi, e di essere stato spinto a chiedere aiuto dalla moglie Bianca Censori. Ha chiesto scusa anche alla comunità nera per le frasi su schiavitù e suprematismo. Grazie a terapia, farmaci e uno stile di vita più sano, West oggi dice di voler creare arte positiva. “Non chiedo compassione”, ha concluso, “ma solo comprensione”. Louis Oelofse, Deutsche Welle

Kanye West, 2024 (Arnold Jerocki, Getty)

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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati