Kanzi ha dimostrato che può immaginare un oggetto finto e allo stesso tempo sapere che non è reale. Una capacità nota come rappresentazione secondaria che riconosciamo nei bambini a partire dai due anni quando giocano a “fare finta”. Kanzi però non era un bambino ma un bonobo di 43 anni, famoso per le sue abilità di apprendimento e comunicazione. Il gioco consisteva nell’osservare una brocca e due bicchieri vuoti, in uno dei quali veniva versato del succo immaginario. Kanzi ha indicato correttamente il bicchiere con il succo immaginario in una percentuale di prove superiore al caso. Quando gli veniva versato anche del succo vero, sapeva distinguerlo da quello finto. In tutte le prove Kanzi ha dimostrato di essere consapevole che stava fingendo di fare merenda. L’immaginazione non sarebbe dunque esclusiva della nostra specie: potrebbe risalire a un antenato comune a umani e scimmie e avere una funzione cognitiva importante, per esempio nella pianificazione e nelle previsioni. ◆

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1652 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati