Tom Williams, CQ-Roll Call, Inc/Getty

Il 10 marzo il presidente statunitense Donald Trump ha licenziato Kristi Noem ( nella foto ), la segretaria alla sicurezza nazionale. Noem era stata molto criticata per la gestione delle operazioni contro gli immigrati a Minne apolis a gennaio e per la sua risposta all’uccisione di due manifestanti da parte di agenti federali, che aveva provocato grandi proteste. In un’udienza alla camera dei rappresentanti Noem era stata criticata anche dai suoi colleghi del Partito repubblicano. Il suo posto sarà preso dal senatore repubblicano Markwayne Mullin. Intanto continuano gli sforzi dell’amministrazione Trump per espandere il sistema di detenzione degli immigrati senza documenti, e crescono le denunce di abusi e violazioni. Secondo un’inchiesta dell’Associated Press, “nel più grande centro di detenzione per migranti degli Stati Uniti, quello di Camp East Montana in Texas, le chiamate al numero d’emergenza 911 rivelano condizioni drammatiche: tentativi di suicidio, aggressioni, problemi medici e carenze di cure”. Le testimonianze dei detenuti riferiscono di sovraffollamento, cibo insufficiente e assistenza sanitaria inadeguata. Circa l’80 per cento degli immigrati detenuti non ha precedenti penali.

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Questo articolo è uscito sul numero 1656 di Internazionale, a pagina 34. Compra questo numero | Abbonati