In tutto il paese il 24 marzo si è celebrato il giorno della memoria, della verità e della giustizia. Quest’anno la data è ancora più significativa, perché ricorrono cinquant’anni dal colpo di stato che destituì il governo di Isabela Perón e diede inizio alla dittatura militare. Dal 1976 al 1983 sequestri, uccisioni, sparizioni forzate, torture, appropriazioni indebite di bambini e centri di detenzione clandestini non furono eccessi, ma la normalità. La violenza di massa era sistematica. In occasione dell’anniversario del golpe, il quotidiano Página 12 ha raccontato la storia della Brigada femenina de San Martín, che durante il regime funzionò come centro di reclusione per bambini e bambine sequestrate. Molti subirono violenze. “Tutto quello che so dei giorni passati in quel posto me l’ha raccontato la famiglia a cui i militari mi hanno consegnato”, dice Victoria Montenegro, che ha recuperato la sua identità grazie al lavoro dell’associazione Abuelas de plaza de mayo. “Dovrebbe essere la giustizia argentina a indagare”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati