Abbiamo un figlio di sedici anni da sempre molto bravo a scuola. Ora che suo fratello più piccolo si prepara a entrare alle superiori temiamo che il confronto con il più grande possa essere deleterio.–Nino

“Le possibilità di andare bene a scuola sono più alte quando si ha un fratello o una sorella più grande che già lo fa”, titolava qualche settimana fa la rivista statunitense Forbes, raccontando lo studio di un gruppo di ricercatori britannici, australiani e norvegesi secondo cui i fratelli più grandi hanno un’influenza nel rendimento scolastico dei più piccoli. Non c’è solo il confronto da tenere presente, ma anche il possibile esempio. Da padre di gemelle conosco il problema. Fin dai tempi dei primi passi e delle prime parole, hanno sempre avuto qualcuno intorno che chiedeva chi fosse la più brava o la più veloce. In questi ultimi anni hanno avuto esperienze di tanti tipi, una delle due anche nel cinema.

Accanto ai complimenti, però, la domanda degli amici era sempre la stessa: “Ma la sorella non è invidiosa?”. In realtà no, anche perché a scuola e fuori hanno interessi molto diversi, e sono brave ognuna in ambiti differenti. In questo senso limitare il confronto tra due sorelle, e due persone in generale, al rendimento scolastico è davvero limitante, perché la vita scolastica rappresenta solo una piccola parte di chi siamo e di quanto valiamo. Per sottrarlo al confronto con il fratello, aiutate vostro figlio a capire quali sono i suoi punti di forza e a valorizzare i risultati in quei campi esattamente quanto i voti a scuola.

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Questo articolo è uscito sul numero 1470 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati