Ho quindici anni e, anche se non sono più una ragazzina, i miei genitori ancora mettono limiti sul tempo da passare al telefono, ma intanto chi controlla quanto ci stanno loro? P.s. Mio padre è un patito di Candy Crush e simili.–Alessandra

Fino a qualche anno fa, da non fumatore, guardavo dall’alto in basso i genitori fumatori che vietano le sigarette ai figli: “Come fai a impedirgli di fare qualcosa che tu fai continuamente?”. Poi sono arrivati gli smartphone.

Solo pochi giorni fa mi sono trovato a dire alle mie figlie: “E staccatevi da quei cellulari!”. Ma il bello è che gliel’ho detto senza neanche togliere gli occhi dal mio. E non era la prima volta che succedeva. Sono diventato come i genitori fumatori: predico bene e razzolo male. E se i miei figli provano a farmelo notare, mi difendo dicendo che sto lavorando, che sto leggendo il giornale o controllando il registro elettronico. In realtà, anch’io come tuo padre spesso mi rilasso con un videogioco o guardando i social network e a volte ho la tentazione di farlo di nascosto, come un fumatore che non vuole farsi beccare.

Ma a quanto pare dovremmo abbandonare questo vizio: secondo un gruppo di ricercatori dell’università di Waterloo, in Canada, l’uso di apparecchi tecnologici da parte dei genitori fa aumentare la probabilità di pratiche genitoriali negative e disturba la comunicazione e la vita familiare. Questa ricerca si trova facilmente online: falla leggere ai tuoi genitori e candidati per aiutarli a limitare il tempo che passano al telefono.

Questo articolo è uscito sul numero 1480 di Internazionale, a pagina 18. Compra questo numero | Abbonati