I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana la freelance norvegese Eva-Kristin Urestad Pedersen.
Mi ricordo benissimo di quando gareggiava Alberto Tomba. Ero piccola e noi, i norvegesi, guardavamo lo sciatore italiano con scetticismo, quasi ostilità. A dirla tutta, rosicavamo molto quando batteva i nostri, anche perché Tomba aveva una personalità così estroversa, così diversa dai nostri atleti che la sconfitta diventava quasi insopportabile: come poteva uno così sciare più forte di noi? Ormai sono vent’anni che vivo in Italia e leggendo l’autobiografia di Alberto Tomba mi sono accorta di quanto sono cambiata. Non lo vedo più come un ragazzo sfacciato, ma come uno di cuore, allegro e simpatico. Capisco benissimo perché era così amato. Se gareggiasse oggi, non escludo che lo preferirei ai norvegesi. Tornando al suo libro, Lo slalom più lungo, è stato davvero carino rivivere i ricordi di quell’epoca. Tomba descrive la sua carriera, le gare più importanti, gli avversari più difficili da battere (tra cui molti norvegesi). Sarei stata curiosa di sapere qualcosa di più sulla sua vita lontano dalle piste ma, un po’ a sorpresa, in questo libro viene fuori un Alberto Tomba abbastanza riservato. Comunque, soprattutto per chi ama lo sci, Lo slalom più lungo è un bel riassunto della carriera di uno degli atleti più amati d’Italia degli ultimi decenni, forse di sempre. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati