Bellissimo questo libro a fumetti filosofico e giocoso, profondo nella leggerezza e un pizzico provocatorio. Si deve a un giovane autore toscano residente a Bologna e ha anche il pregio di regalare l’emozione di qualcosa di davvero forte e compiuto da parte di un editore piccolo, ma già da tempo da seguire, come Hollow press. Pubblicato a tiratura limitata, in italiano e in inglese, se aveste difficoltà a reperirlo in libreria lo si può richiedere sul sito, hollow-press.net. Uno è tutto e siamo tutti uno. In estrema sintesi ci sembra questo il concetto espresso da un racconto in gran parte visivo e molto scorrevole, fluido quanto il segno grafico è sinuoso e sensuale. Però la sua articolazione è complessa. Se il testo è in buona parte limitato a delle strofe che aprono e chiudono il libro, sono molteplici i significati che prende questa narrazione panteistica dove (post)apocalisse e albori del mondo sono equivalenti. Questi esseri tutti uguali ma mutevoli come dei Barbapapà, sorta di candidi Adamo ed Eva fioriti nella molteplicità, se sono omologati ma felici è perché, al contrario di noi, sono in osmosi totale con il tutto. Il segno grafico esprime a sua volta un’anima panteistica: anche quando prende il rischio di riferirsi alla celebre danza di Matisse, genera continuamente poesia che a sua volta crea invenzioni visive. Cercando l’espressione migliore si può dire: in un tutt’uno.

Francesco Boille

Questo articolo è uscito sul numero 1443 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati