Gli anglosassoni la chiamano dating fatigue: quella sensazione di stanchezza emotiva e disillusione che si raggiunge dopo aver usato per troppo tempo le app di incontri come Tinder o Hinge. Da Londra, un’applicazione chiamata Fate promette di diminuire la fatica con l’aiuto dell’intelligenza artificiale (ia), eliminando lo scorrimento di decine di profili per proporre cinque persone che l’algoritmo, dopo un’intervista approfondita, ritiene simili all’utente. L’ia può anche accompagnare le prime conversazioni per dare suggerimenti, caratteristica che alcuni utenti trovano utile, altri un po’ distopica, perché toglie una parte di vulnerabilità fondamentale per creare una connessione sincera.
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Questo articolo è uscito sul numero 1653 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati