Da sempre Peppa Pig (Rai Yoyo) suscita polemiche. Per molti psicologi la famiglia di maialini è un modello diseducativo. Genitori troppo permissivi, medicine dispensate con leggerezza, una protagonista spesso arrogante con la mania di saltare nelle pozzanghere che tanto c’è mamma che lava. Ora il colpo di grazia: in un episodio della saga non ancora trasmesso in Italia, ma che alcuni esponenti della destra hanno visto in anteprima, Peppa fa amicizia con un’orsa polare figlia di due mamme. La novità, e l’accusa di sconcezza, non sta solo nella presenza di due lesbiche nell’immacolata casetta color pastello, ma di aver introdotto nel racconto (fatto di gite con i nonni, fiorellini e uccellini), anche se latamente, il tema della sessualità. Ok, può anche far sorridere che l’accusa venga da adulti cresciuti con cartoni animati come Georgie (storia di un’orfana che finisce a letto con il fratello), ma continuare a indignarsi affligge solo noi. Rispondiamo osservando la realtà. E la realtà ci racconta che, secondo alcuni studiosi scandinavi, tra gli orsi polari, a causa del clima, è in forte aumento l’ermafroditismo, che in futuro potrebbe diventare la norma. E io non me la sento di biasimare oggi chi un domani, dopo aver sopportato una coppia di amorevoli mamme, dovrà affrontare il nuovo episodio di un’orsacchiotta che, immersa nella pozzanghera, dice: “Ehi, Peppa, lo sai qual è il segreto di mio papà?”. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1478 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati