Nel luglio 1997 il mensile statunitense Wired, all’epoca una delle voci della Silicon valley californiana, fece una copertina intitolata “Il lungo boom”. Prevedeva venticinque anni di benessere e prosperità per tutti. Ma, forse per stemperare l’ottimismo, aveva indicato dieci cose che potevano andare storte. E il fatto che molte siano già successe non mette di buon umore.

  1. “Le tensioni tra Cina e Stati Uniti si intensificano in una nuova guerra fredda che rasenta la guerra calda.
  2. Le nuove tecnologie si rivelano un fallimento. Non fanno aumentare la produttività né spingono l’economia.
  3. La Russia si trasforma in un regime corrotto gestito dalle mafie o si ritira in un nazionalismo che minaccia l’Europa.
  4. Il processo d’integrazione europeo si ferma. L’Europa orientale e occidentale non riescono a unificarsi e anche lo sviluppo dell’Unione europea si blocca.
  5. Una grande crisi ecologica causa un cambiamento climatico globale che, tra le altre cose, sconvolge l’approvvigionamento alimentare provocando ovunque aumenti dei prezzi e sporadiche carestie.
  6. Un forte aumento della criminalità e del terrorismo costringe il mondo a rinchiudersi per la paura. Il timore costante di subire attentati o essere derubati non mette le persone nello stato d’animo giusto per aprirsi e dialogare.
  7. L’aumento dell’inquinamento causa una drammatica crescita dei casi di tumore, travolgendo i sistemi sanitari.
  8. I prezzi dell’energia vanno alle stelle. Le convulsioni in Medio Oriente interrompono le forniture di petrolio e la produzione di energia da fonti alternative non riesce a concretizzarsi.
  9. Una moderna epidemia di influenza o un suo equivalente si diffondono a macchia d’olio uccidendo più di 200 milioni di persone.
  10. Un contraccolpo sociale e culturale arresta il progresso. Gli esseri umani devono scegliere di andare avanti. Solo che potrebbero non riuscirci”. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1437 di Internazionale, a pagina 5. Compra questo numero | Abbonati