Giovedì 11 aprile 2024 una ventina di manager e amministratori delegati delle più grandi aziende petrolifere statunitensi sono invitati a cena da Donald Trump nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida. Il menù prevede hamburger per tutti. La campagna per le presidenziali è in corso. Uno dei manager si lamenta delle norme a protezione dell’ambiente decise dall’amministrazione Biden malgrado l’industria petrolifera abbia speso in un anno 400 milioni di dollari in attività di lobby. La risposta di Trump stupisce perfino gli stessi dirigenti presenti quella sera: siete tutti abbastanza ricchi, dice il candidato repubblicano, da potervi permettere di raccogliere un miliardo di dollari per aiutarmi a tornare alla Casa Bianca. Un miliardo di dollari è un vero “affare”, spiega Trump, perché se sarà rieletto ci saranno meno tasse e meno regolamentazioni. Da notare, scriveva il Washington Post dando per primo notizia della cena, che nonostante le lamentele dell’industria petrolifera per le politiche di Biden considerate troppo restrittive e penalizzanti, all’epoca gli Stati Uniti stavano già producendo più petrolio di quanto ne avesse mai prodotto qualsiasi altro paese. Alla fine non è chiaro quanti soldi abbiano dato, probabilmente molto meno di un miliardo di dollari. Ma non importa. Qualunque sia la cifra, queste aziende stanno incassando guadagni straordinari per miliardi di dollari grazie alle misure decise finora da Trump. Che ha cominciato la presidenza dicendo al congresso “Drill, baby, drill” (trivella, baby, trivella); firmando l’ordine esecutivo 14156, con cui ha dichiarato l’emergenza energetica nazionale; approvando 18 miliardi di dollari in incentivi fiscali per l’industria petrolifera; nominando segretario dell’energia Chris Wright, l’amministratore delegato di una delle principali aziende di fracking del Nordamerica. L’attacco al Venezuela e il sequestro di Nicolás Maduro hanno tante ragioni, ma probabilmente non è sbagliato farne risalire alcune a quella cena del 2024. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 3. Compra questo numero | Abbonati