Mentre gli imprenditori più ricchi del mondo accorrono all’investitura di Donald Trump e sembrano celebrare il trionfo del sistema economico che insieme a lui incarnano, molti storici, da prospettive diverse, tornano a chiedersi come quel sistema, il capitalismo, si sia originato e abbia prosperato. In questo libro uscito in Francia, Jérôme Baschet, medievista allievo di Jacques Le Goff, ma anche militante del movimento zapatista messicano, si pone, in quest’ordine, tre semplici domande: quand’è nato il capitalismo? Come? Cosa significa esattamente? Facendo ricorso a una bibliografia aggiornata, sulla base di argomenti che pur esplicitando le sue posizioni le sottopongono alla verifica dell’evidenza empirica, sostiene che il sistema che organizza le nostre vite si è affermato davvero tra la fine del settecento e il principio dell’ottocento, quando il colonialismo cominciò la sua fase più intensa, nacque l’economia come scienza autonoma e si avviò la rivoluzione industriale. Solo allora alcuni fattori endogeni tipici della versione europea del sistema che aveva dominato fino a quel momento, che lui chiama “feudo-ecclesiale” produssero il “grande sconvolgimento” con cui il commercio, la finanza e la produzione, ricombinandosi, superarono i precedenti limiti sociali, ontologici e ambientali. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1598 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati