La nuova collana di Il battello a vapore (Piemme), è una delizia. Si chiama Storie infinite. I seguiti dei classici più amati e propone romanzi che prendono le mosse da grandi classici di tutti i tempi. Insomma una sorta di fan fiction d’autore, con gli stessi personaggi o con storie nuove di zecca che con il classico hanno una lontana, ma intensa, parentela. Questo è il caso del gioiello creato da Morosinotto. L’autore immagina un Jules Verne alternativo, dove la scena non è l’Islanda, ma una più familiare Stromboli. Ci sono una medica con il nipote, un vulcano da scalare, un gruppo di turisti e la noia da abbattere. L’avventura sembra lontana, ma poi arrampicarsi su quel vulcano antico diventa un’impresa e quella che sembrava un’allegra scampagnata, si trasforma in qualcosa di misterioso e imprevedibile. Anche qui come nell’originale si precipita e si finisce in un altro mondo, al centro della Terra. “In quello strano mondo sotteraneo la luce non cambiava mai; non essendoci il sole, non c’erano neanche l’alba e il tramonto”. Tra mille sorprese, il gruppo eterogeneo formato da nipote annoiato, zia vulcanologa, studente universitario, sposini milanesi eccetera farà di tutto per tornare in superficie.

Questo articolo è uscito sul numero 1429 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati