Un mondo senza steccati. Realtà e fantasia si confondono. L’anima diventa un ponte tra un noi e un altro noi che non conoscevamo. In tutta la sua produzione il prolifico David Almond tocca questi temi. Ha sempre saputo comunicare la poesia della vita ai ragazzi, e nel Colore del sole non cambia, senza smettere di stupire e commuovere il suo pubblico. Il colore del sole è un libro sul lutto, ma anche su come abbracciare una fase della vita diversa, più scomoda, più difficile. Ed è in questo momento di passaggio che viene colto Davie, il giovane protagonista del romanzo. Sono passate poche settimane dalla morte del padre. È estate. Fa caldo. C’è l’afa. Improvvisamente nella cittadina in cui vive avviene un omicidio. Apparentemente è morto un ragazzo. Un po’ alla volta una giornata d’estate qualunque si trasforma in un mistero. Ma questo non è un giallo, anche se Davie si mette a indagare, è più una storia onirica. Perché il protagonista ha a che fare con personaggi quantomeno bizzarri: un prete disilluso, un uomo che è saltato su una mina, due ragazze che sembrano piccole streghe, una donna che racconta fantasticherie. In realtà tutto il romanzo è il tentativo di Davie, ma anche dell’autore, di venire a patti con una perdita. Un libro intenso. Scritto alla Almond. Una garanzia quindi. Igiaba Scego

Questo articolo è uscito sul numero 1478 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati