Il libro della scrittrice Marilena Umuhoza Delli aiuta con garbo, ironia e saggezza a nuotare tra le contraddizioni della scuola di oggi. È una lettera, ma non una qualsiasi. La scrive un’afrodiscendente, Marilena stessa, figlia di un italiano e di una ruandese, che tanti anni prima di essere madre, è stata alunna in una scuola che a volte la faceva sentire straniera. Ma è passato molto tempo. L’Italia di oggi è ormai plurale, e dentro questa pluralità la scuola è fatta di tanti arcobaleni che s’intersecano in mille modi diversi. Per questo serve che la scuola adotti un approccio più ricco, creativo, inclusivo, per rendere ogni persona che vive lo spazio scolastico parte del tutto. Marilena Umuhoza Delli con i suoi tre precedenti libri ci ha aiutato a decentrare il punto di vista, e lo fa a maggior ragione da madre afrodiscendente qui. Invita chi legge a riconoscere il razzismo, educare alla storia di un’Italia multietnica, spiegare l’universalità delle storie della migrazione, utilizzare un linguaggio inclusivo e soprattutto non fare tokenismo. Un libro completo di dati che è un grande invito ad ascoltare e a valorizzare tutte le voci attraverso un’educazione intersezionale e attraverso l’ascolto, anche quando non si è d’accordo. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1544 di Internazionale, a pagina 79. Compra questo numero | Abbonati